Theobroma cacao. (Sterculiaceae)
Pianta sempreverde, originaria dell'America
meridionale alta 5-10m, con foglie persistenti,
alterne e ovali, con margine leggermente
ondulato e dotate di picciolo fogliare con
articolazione che permette alla foglia stessa di
orientarsi a seconda della intensita' luminosa.
Dall'ovario si sviluppa il frutto (Cabosside) che
ha forma allungata, di colore giallastro
verdognolo (ultima fig.), che diventa bruno-
rossastro a maturazione (penultima fig.). La
parte superficiale del frutto e' solcata da 10
strisce longitudinali e all'interno del frutto sono
presenti da 25 a 40 semi, immersi in una
matrice zuccherina, chiara e di consistenza
gelatinosa.
I semi sono ovali e piatti, di colore bruno
violaceo, disposti in 5 file e contenenti
zuccheri, grassi, alcaloidi e altri importanti
molecole. Tra gli alcalodi i piu importanti sono:
teobromina e caffeina, contenuta quest'ultima
in quantita' ridotta.
Theobroma cacao e' una pianta cauliflora: fiori
e frutti crescono attaccati ai rami e ai fusti. Si
reputa che i fiori siano impollinati da piccoli
moscerini Ceratopogonidi anche se altri insetti
come Lepidotteri e Coleotteri potrebbero
essere coinvolti nel processo di impollinazione.
I largi semi all'interno dei frutti oblunghi
vengono dispersi poi da piccoli mammiferi e
scimmie quando questi masticano i baccelli per
mangiarne la polpa zuccherina, abbandonando
quindi i semi.
Le immagini sopra sono del cacao di
piantagione asiatico, in particolare del Sabah
occidentale. Per immgini di Theobroma di
piantagione africana, cliccare qui
Il procedimento della preparazione del cacao
secco implica in maniera generica tre fasi che
sono:fermentazione, essiccamento e
macinazione dei semi.
In pratica la cabossa di Theobroma, viene
raccolta un paio di vole l'anno, viene
schiacciata e fatta riposare per circa una
settimana, onde estrarne polpa e semi. La fase
di fermentazione, diversa a seconda della
tipologa di cacao che si vuole ottenere,
prevede generalmente la fermentazione
sincrona di polpa e semi per 5 o 6 giorni a una
temperatura di circa 45-50 gradi centigradi,
temperatura alla quale la polpa si disfa e viene
eliminata. Il processo di fermentazione inattiva
il seme che smette di germogliare e provoca il
rammollimento della polpa aderente allo stesso,
un leggero addolcimento del cacao e
l'ingrossamento del seme che tende ad
assumere una colorazione brunastra. La
fermentazione inoltre provoca l'ossidazione dei
polifenoli, ossidazione che deve avvenire in
maniera omogenea e adeguata, al fine di non
rendere il cacao troppo amaro o viceversa
insapore. Nella successiva fase di essiccazione
i semi vengono messi al sole per bloccare i
processi fermentativi e ridurre quindi il
contenuto di umidita' che favorirebbe
inevitabilmente lo sviluppo di muffe e
renderebbero il cacao non utilizzabile per uso
alimentare. Questa fase dura 7-15 giorni.
Qualora i semi fossero resi non commerciabili
per uso alimentare vengono comunque
utilizzati come fonti di burro di cacao. Con tali
procedure i semi vengono resi fragili e le due
meta' (cotiledoni) si suddividono mediante
semplice pressione. Il prodotto essiccato viene
quindi messo in appositi sacchi e inviato ai
centri di raccolta. Prima della macinazione o
triturazione pero' vengono effettuati altri due
passi essenziali: il primo e' la tostatura, della
durata di 70-120 minuti e ad una temperatura
che dipende dal tipo di cacao che si vuole
ottenere. La tostatura serve a facilitare la
decorticazione del cacao e anche essa
determina l'addolcimento dello stesso.
Le due parti di seme separate (coltiledoni)
vengono macinate fra cilindri caldi che,
fondendo il grasso contenuto, li trasforma in
una massa fluida e bruna detta massa di
cacao. Viene addizionato carbonato di
potassio per amalgamare il grasso con le altre
componenti e per neutralizzare i componenti
tannici. La massa di cacao puo' essere
utilizzata cosi come prodotta, se si vuole fare
cioccolato oppure continuare il procedimento
con la seprazione del grasso per l'ottenimento
di altri prodotti come il burro di cacao.
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