Haemadipsa picta
Conosciuti come SANGUISUGHE TIGRE o TIGER
LEECH, questi Anellidi Irudinei, fotografati in aree
forestali a Dipterocarpacee del Borneo, sono
organismi anatomicamente uniformi, con un corpo
appuntito verso la parte anteriore. I segmenti alle
due estremita' si sono modificati in ventose di cui
quella anteriore e' di solito piu' piccola di quella
posteriore e, frequentemente, circonda la bocca.
La ventosa posteriore e' discoidale. Il numero dei
segmenti e' di 34 ma una anulazione esterna
secondaria ha mascherato la segmentazione
esterna originaria Come rappresentato nella foto,
l'animale striscia ma solo le ventose aderiscono al
substrato. Quando la ventosa posteriore e'
attaccata al substrato, in tale caso una foglia,
un'onda di contrazioni circolari percorre l'animale,
e il corpo si allunga protundendosi in avanti. La
ventosa anteriore dunque si attacca, e quella
posteriore lascia la presa. Segue una onda di
contrazioni longitudinali che accorcia l'animale
portando la venosa posteriore in avanti.
L'apertura boccale, di tipo terminale, negli
Irudinei, e' munita di mascelle con molti dentelli, o
di una proboscide muscolosa estroflettibile.
Quando l'animale si nutre attacca la ventosa
anteriore alla superficie della preda o dell'ospite, e
col margine delle mascelle incide il tegumento.
Dietro le mascelle, la cavita' boccale si apre in
una faringe piccola pompante che assicura una
continua suzione, a ridosso della quale sono
presenti ghiandole salivari, che in certi casi,
secernono liquidi anticioagulanti come l'irudina.
L'incisione viene anestetizzata da una sostanza
non perfettamente conosciuta chimicamente.
Poco chiaro e' il fenomeno di perforazione dei
tessuti dell'ospite nelle specie ematofaghe come
Haemadipsa, che sono prive di mandibole. Forse
intervengono reazioni enzimatiche. La quantita' di
sangue ingerita in Haemadipsa puo' raggiungere
un peso dieci volte superiore a quello del corpo
dell'animale. Dopo il pasto, l'acqua viene estratta
ed escreta attraverso i nefridi. La digestione delle
cellule del sangue avviene molto lentamente.
Haemadipsa puo' sopportare lunghi periodi di
digiuno.
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