Libri

Il 2011 è stato decretato dall’ ONU anno delle Foreste, proprio per ricordarci che noi tutti abbiamo il sacrosanto dovere, ma anche il privilegio, di proteggere con forza e convinzione un patrimonio di inestimabile valore per la nostra vita sulla Terra. Il 2012 rappresenta l’inizio della mia personale campagna di sensibilizzazione con lo scopo di portare a conoscenza degli italiani la straordinaria biodiversità delle foreste malesi, e di motivarli alla loro tutela. Senza le Foreste la medicina non avrebbe alcun futuro, i mutamenti climatici porterebbero a catastrofiche conseguenze tutte le specie viventi e, non meno importante, l’uomo non potrebbe più godere della bellezza primigenia della Natura. Le foreste malesi sono le più antiche della Terra e pullulano di vita dal sottobosco alla cima degli alberi. Questo volume si rivolge quindi a tutti coloro che desiderano avvicinarsi alle foreste tropicali più antiche della Terra, per ammirarne la grandiosa diversità biologica e assaporarne l’austera e imponente bellezza; a tutti coloro che, durante il proprio trekking, desiderano conoscere le forme di vita che si parano innanzi al loro cammino durante una semplice escursione; a tutti i giovani che desiderano intraprendere un percorso di studi scientifico naturalistico, spesso erroneamente sconsigliato. Un libro per chi vuole osservare e capire mentre cammina sui propri passi, un libro per i curiosi di natura e della Natura. Un libro, infine, per non far dimenticare che un giorno le Scienze Naturali, oggi spesso relegate nel dimenticatoio per totale ignoranza da parte dei governanti, torneranno forti poiché gli uomini si renderanno conto che la conoscenza delle scienze pure è necessaria per l’interpretazione dei fenomeni globali. Il Borneo rappresenta senza ombra di dubbio uno degli ultimissimi scrigni di biodiversità dell’intero pianeta e a noi spetta il difficile compito di preservarne l’esistenza, per noi stessi e per le generazioni future. Le foreste del Borneo sono gravemente minacciate dall’inarrestabile processo di deforestazione, ma noi possiamo ancora fare qualcosa, o quantomeno abbiamo il dovere di farlo. Le nostre armi sono la conoscenza diretta, internet, articoli di scienziati di tutto il mondo, libri divulgativi come spero possa essere questo volume. Sono molti a non sapere dove si trovi il Borneo e qualcuno ne ha solo una pallida idea: ma la colpa è anche della scuola, la cui opera di divulgazione in materia di educazione ambientale si rivolge quasi sempre allo studio dell’ambiente nazionale, regionale e addirittura a quello locale, con l’effetto di una decontestualizzazione del giovane, che si viene a trovare relegato come in un compartimento stagno, privo di aperture verso il mondo, oltre che della curiosità che dovrebbe esser presente per umana natura. Questo volume vuole cercare di riprendere le fila di ciò che il grande botanico Odoardo Beccari ci aveva tramandato ben oltre centocinquanta anni fa con la sua straordinaria opera Nelle Foreste di Borneo, cercando in chiave moderna, per immagini, di appassionare e stimolare alla conoscenza i ragazzi, affinché si facciano paladini della conservazione dell’immane tesoro che li circonda (LIBRO ESAURITO/SOLD OUT).

 

“Si intraprende un viaggio per le più disparate motivazioni. Si viaggia per comprendere meglio se stessi e il rapporto cogli altri; si viaggia per ritrovare la serenità e la voglia di sentirsi vivi; si viaggia semplicemente per riposarsi e per godere delle bellezze del nostro pianeta; si viaggia perché abbiamo capito che la vita è troppo breve per starsene seduti sul divano di casa e che la morte non è poi così lontana; si viaggia per sfidare la propria mente o la malattia che ci ha colpito; si viaggia per infinite ragioni tutte riconducibili a un unico grande amore: quello per la libertà. Qualsiasi sia la ragione che ci induce a partire, essa produce in noi dei cambiamenti non istantanei, ma profondi e radicali nella nostra esistenza tali da essere compresi realmente solo dopo diverso tempo che abbiamo varcato la soglia di casa. Perché tutto questo? Abbiamo assaporato per un attimo il valore supremo della felicità, della libertà e ricollocato al primo posto i sentimenti, l’amore, le emozioni dettate dalle nostre esperienze sensibili e possiamo riconoscere questa libertà soltanto quando stiamo per perderla un’altra volta di fronte all’inesorabile ritorno alla nostra routine. Ma d’altra parte la felicità può essere apprezzata davvero solo quando viene bevuta a sorsi, quando torna la nostalgia di rientrare a casa per poi ripartire. In questo libro, l’osservazione sulla Natura della Costa Rica, delle sue montagne, i suoi animali schivi abbarbicati agli alberi, il profumo dei campi di caffè nelle vallate e i sorridenti e spesso disperati ticos, si intesse in maniera indissolubile col senso dell’apparente solitudine che pervade un viaggio solitario ma che ci porta a riscoprire qualcosa di nuovo accantonato in qualche angolo del nostro essere, qualcosa che vuole uscire allo scoperto e che ci dice che finalmente siamo liberi. Sensi di un cammino libero tenta di far comprendere che dobbiamo vivere a fondo la nostra esistenza e che i timori per l’ignoto si sgretolano nel momento in cui li abbiamo accolti e resi nostri; un libro che tenta di far capire come l’amore per ogni essere vivente, uomo incluso, sia possibile soltanto se proviamo amore per noi stessi attribuendo valore inestimabile alla “libertà”.

 

La Settima Specie è rappresentata da un giovane, in realtà uno stadio evolutivo a cavallo fra la vita anfibia e quella umana, nelle cui mani é il destino del genere umano e del pianeta Terra, prima della sua fine naturale. Simbolicamente rappresenta la speranza, i giovani sono l’unica forza in grado di fare fronte alla distruzione della vita. La Settima Specie rappresenta il punto di inizio di un nuovo genere umano. Rappresenta uno stadio in trasformazione e il desiderio dell’autore che gli uomini del futuro possano un giorno trovare armonia nel loro vivere comune, seguendo le leggi dell’amore per i propri simili, per tutti gli esseri viventi e per gli ecosistemi che forniscono la vita.Anno 2136. Dopo la caduta sulla Terra dell’asteroide Apophis e l’abbandono del pianeta da parte di politici dittatori e uomini di potere, distruttivi mutamenti portano all’estinzione di tutte le forme di vita fino a quel tempo esistite.Nel corso delle ere successive nuovi assestamenti della crosta terrestre permettono la rinascita degli esseri viventi, uomini inclusi, e la vita risorge sia sulle terre emerse che nelle profondità oceaniche. Ma, col passare del tempo, il bene che il genere umano sembrava inizialmente aver espresso viene soppiantato dal male: Burnus il sanguinario si impossessa del potere e, accecato dalla brama di conquistare tutte le terre rimaste, dà vita ad un’opera di sterminio dell’intero genere umano e di ogni stadio evolutivo vivente. La conquista di tutte le terre emerse ha come scopo quello di riunire sotto l’egida del tiranno territori che anticamente facevano parte di un unico regno e riportare alla luce le antiche Piramidi d’Egitto, da lungo tempo sepolte, affinché esse, allineandosi con i pianeti della costellazione di Orione, permettano la formazione di un canale di trasmigrazione che favorisca il passaggio di nuove specie animali sulla Terra.Ma esiste ancora una speranza per opporsi alla catastrofe: intervenire prima del termine del breve anno settimo. Solo un giovane potrà sfidare il destino: il principe Zarim. Affrontando avventure e peripezie, abbattendo paure e insicurezze, Zarim dovrà lottare contro i morders, le bellicose bestie che formano l’esercito di terra di Burnus e, passando attraverso un percorso che lo porterà a sperimentare il valore dell’amicizia, della lealtà, ma anche ad abbattere le proprie debolezze, giungerà infine a comprendere la propria speciale identità e la bellezza della propria diversità e ad accettare di essere la Settima Specie, cui spetta il compito di separare il Bene (la principessa Ottavia) dal Male (la terribile Bertha, madre di tutte le bestie di cui l’esercito celeste del crudele Burnus è costituito).

 

 

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